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Inizio

Stavo andando in giro nello spazio virtuale cercando un posto gratuito dove confidare i miei pensieri. Gratuito perché da un lato la crisi si fa sentire e si fa fatica a spendere i soldini, e dall’altro lato per la mancanza della sicurezza di far durare abbastanza a lungo il progetto che ho in mente: dispiace investire in qualcosa che dopo poco tempo ti stufa. Sono un grande adoratore di Spagna dove spesso trascorro le vacanza (parto per Siviglia tra 2 giorni) e così ho deciso di trovare un posto al web ospitato in questa penisola iberica. Mi sono imbattuto in http://italiano.webcindario.com/ che sembra trovarsi su un ottimo host, ma è un server vero dove puoi creare il proprio sito in piena liberta. Ma io cercavo un posto da blog, più consono alle mie esigenze e alla mia scarsa conoscenza del linguaggio web, necessaria per gestire una creazione più complessa. E così sono qui. In un quarto d’ora sono riuscito ad iscrivermi, confermare la richiesta cliccando al collegamento che mi hanno inviato via e-mail e adesso sto scrivendo il mio primo post. Speriamo che vada tutto a buon fine.

Ho raccontato la storia di apertura, perché mi piace avere la traccia degli eventi. Quando passano gli anni, non ti ricordi più dello sviluppo e dell’ispirazione che ti ha portato di lanciare un nuovo progetto. Un po’ come gli avvocati che fanno quelli preamboli lunghissimi e quando iniziano scrivere delle cose concrete tu sei già “cotto”, non capisci niente e firmi. E dopo spesso ripiangi perché non hai avuto la pazienza di esaminare fino in fondo il contratto che hai firmato. Non c’entra niente, ma mi passava per la testa e mi sono ricordato di quel genere letterario che si chiama il flusso dei pensieri: semplicemente lasci la traccia del tuo traffico mentale, delle accelerazioni, delle frenate ed anche qualche incidente che capita nel nostro processore.

Meglio cambiare il tema; se continuo così mi perderò nei meandri di qualunquismo. Volevo esprimere la mia visione della nostra situazione sociale in generale. Ogni tanto, un po’ contro la mia volontà, vedo qualche spettacolo delle recite (per non usare le parole straniere) che trasmettono in onda. So che quello “contro la mia volontà” è ridicolo: lascia perdere se non ti piace. Ma è come una sostanza stupefacente, sai che ti fa male ma la prendi comunque. E sono gli spettacoli a basso costo (la qualità è ancora più bassa) in quanto gli ospiti vengono volentieri e gratis, anzi, si offrono da soli, specialmente prima di qualche evento di quelli dove qualcuno li deve votare. E la tematica è inesorabilmente uguale, ma anche il modo di presentarla. Alcuni cercano di fare qualche riepilogo disegnato a mano, gli altri danno dei piccoli spot con gli eventi legati all’oggetto che stanno affrontando, oppure chiamano in trasmissione un opinionista, possibilmente gradito dal pubblico, per esprimere la propria visione, possibilmente con qualche nota umoristica; gente deve ridere, non piangere e si sforzano tutti a raggiungere questo scopo.

Anche gli ospiti gratuiti spesso fanno ridere con le loro lucubrazioni mentali che sembrano uscite da qualche film horror, oppure con loro ripetizione di una unica cosa sulla quale sono preparati, nonostante il fatto che la domanda tratta un argomento totalmente diverso. E sempre si deve trovare un nemico esterno al soggetto, responsabile di tutti i nostri guai; è molto più piacevole dare colpa agli altri. Sembra che Angela abbia spesso tutti i soldi che noi dobbiamo restituire. Ma un’analisi seria, semplice, seguendo la cronologia ed esaminando i numeri, quelli nostri quotidiani, non si vede da nessuna parte. Perché potrebbe portare alla verità, e non vogliamo che questa si sappia.

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