Home > Senza categoria > Conseguenze di una cena indiana

Conseguenze di una cena indiana

Era un sabato sera fresco e piovoso ed io ero rientrata da poco dalla Svezia. Pianificavo una fuga in Portogallo da circa un anno ma senza avere le idee chiare sul possibile itinerario. Quella sera ero a cena dalla amica sudamericana fidanzata con uno spagnolo. Lei sapeva del mio desiderio di una fuga portoghese. Dopo avere preparato una piacevole cena indiana eravamo sdraiate sul divano con una luce soffusa a sorseggiare il nostro vino preferito. A dire il vero non riesco a ricordare come siamo riuscite a organizzare il nostro prolungato fine settimana. Ricordo solo la sua telefonata al fidanzato spagnolo, tante frasi che non avevo capito in quanto mi manca questa conoscenza linguistica e la sua richiesta di avere il numero del mio passaporto per completare l’acquisto del biglietto aereo. Il tempo di finire un bicchiere, letteralmente un bicchiere, di vino e lei aveva programmato itinerario spagnolo portoghese da mercoledì a domenica. Ammetto che il giorno dopo avevo parecchi dubbi sull’intera questione in quanto io studio tutte le opzioni possibili prima di prendere una decisione. Non mi organizzo nel tempo di una bevuta.

L’unico compito che toccava a me era quello di trovare un alloggio in Portogallo. Onestamente parlando, non c’era grande entusiasmo per la partenza. La mia amica era nella sua solita crisi di relazione e io poco convinta dei suoi piani per la nostra permanenza. L’aereo partiva per le sette di mattina e ovviamente lei era in ritardo. Sono anni che noi due ci conosciamo e questo suo aspetto da donna sudamericana che non ha mai fretta mi affascina parecchio. Con grande sorpresa alla fine siamo anche riuscite a fare colazione in aeroporto e a mia insaputa, lei ha pagato per l’imbarco prioritario, cosa che fino a quella mattina ho sempre considerato molto snob ma, confesso che una volta provato sarà la prima cosa che penserete di fare durante il vostro check-in.

Prima tappa del nostro lungo fine settimana, Vigo, Spagna. Si tratta di una città relativamente piccola nel nord del Paese a circa 100 chilometri da Porto. In un minuscolo aeroporto ci aspettava il suo fidanzato. Inizialmente la comunicazione non era facile. Io non parlo spagnolo, lui parla poco italiano. Fortunatamente mi sono abituata velocemente al suo italiano e poi c’erano sempre i gesti che aiutano. A Vigo la città si stava ancora svegliando e c’era deserto ovunque. Insieme ad un freddo inaspettato e pioggia. Le premesse erano disastrose tanto che io ho sussurrato alla mia amica un “non ti trasferire qui che è brutto”. Il sole però fa vedere le città sotto una prospettiva migliore. Così poco dopo che era uscito eravamo a passeggio in una piccola cittadina, Pontevedra, per poi goderci un ottimo pranzo di pesce in spiaggia. A stomaco pieno eravamo tutti entusiasti e pieni di energia, tanto da andare a fare una lunga passeggiata. La migliore forma di turismo è davvero quella di immergersi nella vita dei locali, con i locali. Quando mi è stato proposto di andare in un pub a vedere una partita di calcio (di cui non mi importa niente), ho accettato. In fondo c’era birra e le noccioline. Primo giorno spagnolo mi ha soddisfatto più di ogni mia aspettativa.

Secondo giorno, sia io che la mia amica, abbiamo fatto fatica a iniziare la giornata, nonostante una grande quantità di caffeina. Per tirarci su di morale abbiamo prenotato una piega dalla parrucchiera sotto casa di suo ragazzo. Può sembrare un’assurdità perdere tempo dal parrucchiere quando c’è la città da esplorare ma anche questo appuntamento si è rivelato interessante. Provate voi a spiegare senza conoscere lo spagnolo che cosa volete fare ai vostri capelli. Esperienza divertentissima e sono uscita come una delle protagoniste dei film di Almodovar. Da quel momento la giornata ha svoltato. Io e la mia amica eravamo sveglie, di nuovo sorridenti e pronte per fare un giro dei negozi locali prima di pranzo. Dopo pranzo pare che l’usanza locale sia andare a riposarsi ma io non avevo minima voglia e così ho approfittato per scoprire da sola la città prima di andare in spiaggia a fare un aperitivo. Nonostante eravamo a maggio, causa tempo pazzo, non era possibile fare il bagno purtroppo. C’era un vento fortissimo e non faceva caldo.

Per la cena il ragazzo della mia amica ha organizzato uno spostamento nella città balneare di Baiona dove c’era un concorso di tapas. Il posto, essendo fuori stagione, era deserto ma io amo posti così per cui mi è piaciuto molto. Quello che mi è piaciuto di meno era l’intossicazione alimentare che ho avuto in seguito ad una tapas con le vongole. Dodici ore di malessere senza sosta. Il problema era che la sera successiva dovevamo partire per Porto e io ero molto preoccupata di non riuscire a  partire. Alla fine sona stata salvata dalla farmacista locale ma ero molto lontano dall’essere in forma. Prima della partenza avevamo anche programmato di visitare un castello e di andare a mangiare delle ostriche. Ovviamente, a causa mia abbiamo cambiato programma. In qualche modo sono arrivata viva alla partenza.

Porto

Appena arrivati nella nostra casa portoghese abbiamo chiamato il taxi per raggiungere il centro (l’uso della macchina è sconsigliato a causa dei problemi di parcheggio). Sarebbe stato meglio probabilmente se fossi rimasta a casa ma era un peccato non vedere la città di notte e del resto volevo da tanto tempo vedere il famoso ponte Dom Luis e Ribeira, quartiere protetto dall’Unesco. Ad essere onesti non pensavo fosse così turistico, troppo per i miei gusti. La mattina successiva non ero ancora tornata al mio stato normale ma mi sentivo meglio. Una delle cose che tutti consigliano di fare a Porto è di bere Porto! Così abbiamo scelto di raggiungere a piedi la più famosa cantina della città, Graham. Un posto da favola. Ovviamente pieno di turisti. Abbiamo scelto di fare una visita guidata nella cantina in seguita alla quale abbiamo fatto la degustazione di vari tipi di vino ed è stato tutto educativo e interessante. Il nostro fine settimana era giunto quasi a termine. Dopo la visita vinicola abbiamo ripreso la macchina e siamo tornati a Vigo dove abbiamo passato la serata tra noi tre. Ad ascoltare musica, ridere, scherzare e a guardare il mare. Per poi, la mattina successiva, riprendere l’aereo e tornare da dove siamo partite.

 

Categorie:Senza categoria Tag:
  1. Nessun commento ancora...
  1. Nessun trackback ancora...
Codice di sicurezza: